Jlaka

Paint, Photo, VIdeoArt

fotobioJlaka (Jlaria Kaori De Gregorio)  nasce il 29 giugno 1986 a Milano da padre napoletano e madre giapponese ed è probabilmente l’incontro di queste due culture il primo tratto caratteristico e propulsore della giovane artista.
Oggetto della ricerca di Jlaka è il corpo: indagato, rappresentato, utilizzato, percepito, ma prima di tutto il SUO. Il corpo è oggetto e soggetto degli autoritratti dell’artista: oggetto rappresentato nella sua interezza attraverso i diversi linguaggi di cui Jlaka si serve per costruire la propria ricerca artistica.
Non solo pittura, ma anche fotografia e videoarte,sono gli strumenti utlizzati da Jlaka insieme alla musica che trasforma il corpo in soggetto del dipingere.
L’artista usa in particolare busto braccia e mani per creare la dinamicità dei suoi quadri: è attraverso il gesto del braccio ad esempio che dipinge la linea del movimento del corpo, al ritmo di una musicalità che appartiene al gesto stesso.
La ricerca di Jlaka ruota intorno a tre parole chiave: svelare, sensualità, percepire. Il segno tracciato dalla mano sparisce lasciando che il corpo si fonda nel bianco della tela. Il corpo velato invita alla sensualità delle cose celate, alla scoperta di un corpo da denudare, corpo che si lascia intuire da alcuni dettagli appena visibili, come quello di una mano.
I colori usati dall’artista sono caldi, intimi, sono i colori della terra: marrone, ocra, rosso, bianco.
Ed è proprio il bianco che confonde, vela, nasconde, obbligando chi guarda a vagare. La percezione non è unicamente dell’artista ma anche di chi sta davanti alla tela, in un gioco dello svelare all’interno del dipinto, davanti al quadro e oltre.